Il Museo
Piccolo Museo della Poesia Oratorio di Zamberto
Il Piccolo Museo della Poesia, nasce a Piacenza in una sede provvisoria, e in forma sperimentale, il 17 maggio 2014. Dal 5 settembre 2020 si è trasferito nella chiesa barocca di San Cristoforo ed oggi, grazie alla generosità dell’Opera Pia Alberoni, ha trovato casa nello splendido Oratorio di Zamberto (Comune di Cadeo, nei pressi di Saliceto).
Il Museo nasce per volontà e ideazione di Massimo Silvotti, a cui poco dopo si sono affiancati Sabrina De Canio e Domenico Ferrari Cesena; oggi sono numerosi i poeti, gli artisti e i musicisti che fanno parte del direttivo; questo l’attuale organigramma:
• Ideatore e direttore generale: Massimo Silvotti
• Co direttrice e direttrice dell’area internazionale: Sabrina De Canio
• Direttore scientifico: Amedeo Anelli
• Direttore della sezione poesia italiana: Mauro Ferrari
• Presidente della Associazione: Domenico Ferrari Cesena
• Altri componenti del direttivo sono: Roberto Chiapparoli, Aldino Leoni, Gian Luigi Lisetti, Vincenzo Montuori, Feuei Tola, Stefano Torre, Lucilla Trapazzo
Peculiarità:
Si tratta dell’unico museo della poesia al mondo; il Ministero ne ha certificato formalmente l’unicità a livello europeo già nel 2014 ma, recentemente (febbraio 2024), in un incontro al Ministero ne ha riconosciuta l’unicità a livello mondiale. Il Museo è recensito da ISTAT DAL 2016, ed è membro permanente di “Retemusei Piacenza”
Cenni teorici:
Concettualmente l’idea stessa di un museo della poesia potrebbe apparire come una contraddizione in termini. E mettere la Poesia in vetrina? Qualcuno ne ha parlato come di una provocazione, noi preferiamo la definizione di intendimento che interseca consapevolmente un territorio borderline. Un luogo dove si fondono e interloquiscono bellezza e cultura, curiosità e suggestione, raccoglimento e dinamicità. Un luogo, soprattutto, dove il fruitore avverte di poter restituire e persino implementare il valore generativo della Poesia. Mettere la Poesia in vetrina quindi, ovvero segnalarne la rilevanza con un’azione ad alto valore paradigmatico, significa rendere proattivamente dialettica l’interazione tra chi la Poesia la ricerca e chi la Poesia l’ha messa in essere. Una siffatta interlocuzione, di per sé, aggiunge carattere di veridicità allo sforzo del poeta, il quale per definizione è consacrato all’intendimento di ridurre il diaframma, la fenditura, tra la propria parola poetica e la realtà che egli sussume in poesia. Senza dubbio il Piccolo Museo della Poesia non risolverà mai le proprie intrinseche contraddizioni, ma rimane sorprendente e intrigante la percezione di poeti e appassionati, i quali tratteggiano l’incontro con questa nostra realtà, facendo intendere di averne introiettato il controverso mistero.
La collezione in sintesi:
Focus della collezione museale è la poesia contemporanea mondiale e il Novecento italiano. Ma non mancano incursioni in altri periodi, Settecento e Ottocento in particolare.
Complessivamente la collezione è costituita da poesie inedite e autografate dai poeti, lettere, antologie, riviste letterarie, manifesti letterari (in originale), opere di poesia visiva, quadri e sculture relativi a poeti o poesie, installazioni artistiche e oggetti di grande suggestione poetica.
Circa i libri di poesia, va ricordato che la maggior parte è autografata dai poeti stessi e sovente si tratta di prime edizioni o edizioni speciali.
Circa le riviste letterarie del Novecento italiano (ma oggi la collezione è costituita anche di numerose riviste dal mondo), il museo possiede una collezione di assoluta rarità e discorso analogo può essere fatto riguardo le antologie del Novecento (tutte prime edizioni).
Ragionamento a parte riguarda il filone della poesia contemporanea mondiale che può vantare diverse centinaia di poesie inedite, autografate, e scritte a mano di alcuni tra i più noti Maestri italiani e stranieri.
Nel vasto corpus della collezione si segnalano, a solo titolo esemplificativo:
– “il Muro degli Angeli” , unico frammento rimasto del muro della casa di Alda Merini
– “Crestomazia italiana” di Giacomo Leopardi
– “Rime di Francesco Petrarca” (colla interpretazione di Giacomo Leopardi)
– “Viaggetto in Etruria” di Giuseppe Ungaretti, un inedito con dedica autografa al poeta Sinisgalli
– “Mediterranee” di Umberto Saba, prima edizione autografata
– “Appuntamento ad ora insolita” di Vittorio Sereni, autografato dal poeta
– la terza edizione di “Ossi di seppia” di Montale, anche questa autografata dall’autore
– un “Dante” di Omar Galliani
– due installazioni dell’artista tedesca Antje Stehn: il “Rucsak”, uno zaino interamente composto da bustine di tè essiccate e inviate all’artista, che le ha poi assemblate, da oltre 250 poeti di 55 paesi del mondo, e “L’abito da sposa di piume in memoria di Pippa Bacca”
– una copia numerata della Divina Commedia miniata “Codice Palatino 313”.
Tra le missive più originali spiccano:
– una lettera di Ardengo Soffici, in cui egli parla di Dino Campana
– una lettera in francese di Ungaretti al poeta belga Hellens
– una lettera, con poesia inedita, di Alda Merini alla figlia.
Per quanto concerne le riviste letterarie si ricordano in particolare:
– il primo numero della rivista “Poesia” di Marinetti
– un numero di “Leonardo” di Papini
– il primo numero della rivista “La ronda” di Cardarelli
– l’intera collezione del ‘16 della “Voce”
– l’intera collezione di “Solaria”
– l’intera collezione del “Verri”
– l’intera collezione dei “Quaderni piacentini”
– l’intera collezione di “Arenaria”, di “Anterem”, di “Kamen”, di “Atelier”.
Un museo performativo:
Al fianco di un’attività museale consueta, il Piccolo Museo della Poesia si è caratterizzato per l’ideazione e realizzazione di performance anche itineranti, che hanno visto il coinvolgimento di centinaia di artisti, musicisti, performer e naturalmente poeti provenienti da molte regioni italiane e numerosi paesi nel mondo; queste le principali iniziative performative fin qui realizzate dal 2014 ad oggi:
la mostra collettiva “Ungaretti e la Grande Guerra – L’acrobata sull’acqua” (Piacenza, Palazzo Farnese, e Lucca, Palazzo Ducale, entrambe nel 2015).
tre edizioni de la “Piuma sul baratro” (Piacenza, piazza Duomo, 2016; sempre Piacenza, Palazzo Farnese, 2018; Milano, Teatro Barrio’s, 2019).
“Giacomo Leopardi, l’insolvibile dolcezza dei Canti” (Piacenza, Conservatorio Nicolini, 2017).
“La pelle dei Pittori e il sangue dei Poeti” (Milano, Museo Mudec, Festival Internazionale di Poesia di Milano, 2017).
“L’infinito finite volte” (Piacenza, P.zza S. Antonino, 2019).
“I poeti e la Luna” (Piacenza, Parco della Galleria Alberoni, 2019).
“La marcia silenziosa dei Poeti che portano il loro museo in regalo” (centro storico di Firenze, 2020).
“La marcia non silenziosa dei Poeti” (centro storico di Ravenna, 2020).
“Omaggio al Ecce Homo di Antonello” (Banca di Piacenza, Piacenza, 2021).
“Convegno Multidisciplinare e Performativo – il Punto di fuga siamo noi”, dedicato a Dante Alighieri (Museo della Poesia, 2021).
“Cento Poeti per Cento Canti”, sempre in onore di Dante (Museo Poesia, 2021).
“La soglia” (Museo Poesia, 2022).
“Convegno Multidisciplinare e Performativo – I volti di Pasolini” (Museo Poesia, 2022). (Museo Poesia, 2023).
“disarmArti” (Museo Cantiere Grillo, Arena Po, 2025).
Le grandi Mostre: la Mostra “Ab Umbra Lumen – Galliani incontra Bibiena” (Museo della Poesia, 2022), “Vola alta, parola” di Marco Nereo Rotelli (Museo della Poesia 2023), “Il Cristo di spalle di Omar Galliani in dialogo con l’Ecce Homo di Antonello da Messina”, (Museo Alberoni, Piacenza, 2024), la Mostra “Edgardo Abbozzo, un arte di pensiero” (Museo della Poesia, 2024), la Mostra collettiva “disarmArti” (Museo Broggi di Melegnano, 2026).
Il Museo ha fondato la “Biennale Italiana di Poesia fra le Arti” che ha già visto realizzarsi già due edizioni nel 2023 e nel 2025, rispettivamente: “Un Po di Poesia” e “disarmArti”. La Biennale vede coinvolte, oltre il Museo, altre quattro importanti realtà culturali italiane: Biennale di Poesia (Alessandria), EstroVersi (Bologna), VocinArte (Parma), ADAFA (Cremona). Nelle due edizioni fin qui realizzate hanno complessivamente partecipato oltre 500 tra poeti, artisti, musicisti, alcuni dei quali anche giunti da altre nazioni
Le collaborazioni con musei e istituzioni pubbliche:
Accademia di Belle Arti di Brera, Accademia di Belle Arti di Carrara, Accademia di Belle Arti di Lecce, Biennale di Poesia di Alessandria, Comune di Cremona, Comune di Lucca, Comune di Parma, Comune di Piacenza, Collegio Alberoni di Piacenza, Conservatorio di Musica Vivaldi di Alessandria, Conservatorio Monteverdi di Cremona, Conservatorio Nicolini di Piacenza, Galleria di Arte Moderna Ricci Oddi di Piacenza, Musei di Palazzo Farnese di Piacenza, Museo Broggi di Melegnano, Regione Emilia Romagna, Regione Piemonte.
La nuova sede museale:
L’Oratorio di San Giuseppe a Zamberto (Zamberto si trova a pochi km da Saliceto di Cadeo, sul lato sinistro del torrente Chiavenna), autentico capolavoro barocco, datato 1690, con progetto architettonico di Domenico Valmagini, è di proprietà dell’Opera Pia Alberoni che ne ha concesso il comodato gratuito.
- il Museo resta chiuso tutto il mese di agosto

